la tigella un blog che non è un blog

Storia di un tweet

03.01.2012 · Posted in storie

Questa sera ho letto un post che avrebbe dovuto convincermi che, su tutta la questione No tav, avrei dovuto simpatizzare per le forze dell’ordine.

Leggendolo e guardando il video mi è tornato in mente un video della scorsa estate, girato qualche giorno prima della manifestazione del 3 luglio. Ho pensato che non si può giudicare un movimento vecchio di decenni da qualche minuto di un video come quello che stavo guardando, perché bastava anche solo ripensare, senza averlo davanti, all’altro per rendersi conto della complessità della questione e della complessità del movimento No tav.

Solitamente preferisco non esprimere opinioni mie, specialmente su Twitter. La ragione principale è che non uso Twitter, e la Rete in generale, per fare militanza, ma per informarmi, scoprire e approfondire storie e, quando posso e su argomenti che conosco, informare gli altri. E trovo molto più stimolante pormi domande e avere dubbi che offrire agli altri risposte.

Però avrei voluto mettere in relazione il post che stavo leggendo e il video che mi era tornato in mente, ma dopo diversi tentativi di trovare la giusta formulazione in 140 caratteri, link compresi, ho pubblicato questo, a cui non ho davvero niente da aggiungere.

Aggiungo solo che la lezione che ho imparato è che davvero è utile avere un blog (anche se non è un blog), perché molte cose non possono essere dette in 140 caratteri.

7 Responses to “Storia di un tweet”

  1. Ti hanno anche risposto in modo molto carino però:
    [tweet https://twitter.com/xho/status/175007905488179202

    l’altro giorno vedevo il video della tua intervista che ti ha fatto l’unità, hai deto una cosa interessante e che condivido, insomma hai detto che il tuo “successo” è anche dovuto al lavoro che fai, alla qualità del modo in cui usi i social network. E al riguardo mi trovi d’accordo anche in questo momento, perché ritengo non sia un caso se tu hai publicato quel tweet alle 12.47 AM, e questo post alle 2 del mattino.

  2. Si, hai ragione, è difficilissimo, quasi impossibile, esprimere opinioni articolate in 140cc.
    Ma il tuo twit – con tutta quella premessa – suonava irreparabilmente “cerchiobottista”.

    E avresti dovuto citare anche l’altro tuo twit “Mi rendo conto sia difficilissimo da capire, in questo Paese di fazioni, ma io tendo a prendere posizione solo quando conosco una questione”.

    Scusa, ma non si può twittare per anni di qualunque rivolta che accade altrove, che non hai vissuto dal vero e “in lingua”, e poi buttare lì che invece taci su una roba che va avanti da 20 anni a casa tua, raccontata polifonicamente nella tua stessa lingua, perché non ne sai abbastanza.
    Anche se in buona fede, suona male.

    E siccome ti seguo da parecchio tempo mi spiace. Così come mi spiace averti risposto nell’angusto spazio di 140cc, senza poter argomentare e contribuendo a una polemica di fatto inutile.

    C_

  3. Ciao Tigella, sono l’autore del post. Nel post io mi limito ad un’analisi comunicativa. Quel video ha impresso una decisa direzione al giudizio dell’opinione pubblica sulla questione. Poi la Tav in generale, come molte cose, è una cosa molto complessa, e difficile da giudicare.

    il mio post si limitava a descrivere quello che può essere il momento significativo – da un punto di vista comunicativo – per il modo in cui l’opinione pubblica continuerà a seguire questa vicenda.

    E, per amor di precisione, si sta anche evidentemente esagerando nel “complimentarsi” con il carabiniere. Certamente si è comportato bene, ma c’era un altro modo di comportarsi?

  4. tigella scrive:

    @Santiago io credo che anche i più grandi professionisti possano sbagliare. Figuriamoci io. Credo di fare un buon lavoro, quotidianamente, in Rete, ma questo non mi mette al riparo dal commettere errori. Per esempio, in questo caso avrei dovuto scrivere immediatamente un post più lungo e linkare quello, invece di dare per scontate tutte le premesse.

    @Christiano so che può sembrare assurdo, ma su tutta la questione no tav ho un’opinione personalissima (e del tutto trascurabile) e molto “sentimentale”, non saprei come altro definirla. In un serio dibattito con un sostenitore del tav la mia opinione resisterebbe, sì e no, un paio di minuti. È vero, potrei approfondire, è una lotta che va avanti da decenni, vicina a me. Ma sono tante le cose che succedono nel mondo e non si può occuparsi di tutto allo stesso modo per cui ho fatto delle scelte, nel tempo, e per tante e diverse ragioni ho scelto di seguire, studiare, approfondire altre storie. Mi dispiace se in questo modo ti/vi deludo, ma davvero non saprei occuparmi di tutto con la giusta attenzione. Sbaglio a escludere la questione tav dai miei interessi? Forse. Ma sono certa che potrei trovare altre persone che mi direbbero che sbaglio a trascurare molte altre cose.

    @Marco io credo che quel momento sia diventato importante al punto da essere percepito come una svolta perché un’incredibile campagna mediatica ha voluto che fosse così. Io, personalmente, non lo percepisco come una svolta di nessun tipo. Perché allora anche il video linkato da me, con opportuna spinta mediatica, potrebbe diventare un punto di svolta. Ovviamente dipende dagli interessi di chi esercita la pressione che, evidentemente, in questo momento vanno nella direzione di criminalizzare il movimento no tav e isolarlo.

  5. Alstov scrive:

    Condivido quanto hai scritto qui. Ma il tuo tweet su “mai più scriverò di cose italiane”, no.
    Non credo nessuno possa imporre a nessun altro di informarsi su tutto. Vanno fatte delle scelte seguendo ispirazioni e motivi non sindacabili. Escludere però a priori le “cose italiane” in questo “paese le fazioni” è altrettanto sbagliato perché fa emergere pregiudizi che, per quel poco che ti conosco, non pensavo tu avessi.
    Ma immagino che quel post “mai più l’Italia” sia stato scritto in un momento di rabbia o delusione, e quindi non vale :) )

  6. Sulla Tav hai fatto una scelta distaccata, nel week end hai preferito parlare solo della manifestazione pacifica piuttosto che raccontare anche delle botte a Porta Nuova. Penso che a volte occorra anche sporcarsi le mani e gettare il cuore oltre l’ostacolo. Di info sull’argomento se ne trovano a bizzeffe, più difficile trovare opinioni, specie se acute, informate e non faziose. A qs punto se si vuole mantenere un atteggiamento distaccato sarebbe forse preferibile non parlarne affatto, perchè la questione sta prendendo dei contorni talmente drammatici (ragazzi in fin di vita, violenze su cose e persone, rastrellamenti) che necessita analisi profonde e possibilmente di massima diffusione. Tutti potrebbero aiutare, basta volerlo e impegnarcisi.

  7. @Santiago … in questo caso avrei dovuto scrivere immediatamente un post più lungo e linkare quello, invece di dare per scontate tutte le premesse.

    A scanso di equivoci chiarisco meglio quel che volevo dire:
    Io non stavo dicendo che hai sbagliato a fare un tweet sottointendendo delle cose e che per questo motivo sei stata costretta a fare un post per spiegarti meglio. No.

    Io stavo insinuando qualcosa di più “cattivo”, perché – personalmente – trovo che tu non sia in quel che possiamo definire “buona fede”.

    In altre parole, io stavo dicendo che non è un caso se hai pubblicato un tweet, e sollevato la questione all’una del mattino.
    Non è un caso perché in teoria dovresti sapere benissimo che più della metà dei tuoi followers a quest’ora dormono. Sopratutto alle 2 del mattino, che è quando hai pubblicato questo post.

    Scrivo ora una premessa tardiva ma neccessaria: Io non ti seguo su twitter. Le poche volte in cui ti rispondo è perché compari sulla mia timeline retwittata da qualcun altro. (certo non mi stai sul cazzo, sopratutto al punto tale di dover bloccarti, quindi pazienza). Tu ora potresti chiedere perché ti sto “rinfacciando” questo se non sono un tuo follower.

    Semplicemente trovo che la tua sia paraculaggine. Comprensibile, per carità, forse non vuoi perdere una percentuale dei tuoi followers, ma resta paraculaggine. A livello retorico sei attaccabile da parecchi frangenti:

    - “non uso twitter per fare militanza“, potrei risponderti che i notav non fanno propaganda politica a nessun partito.

    - “tendo a prendere posizione solo quando conosco una questione“, ti è già stato risposto giustamente che le info che avevi sulla Primavera Araba sicuramente erano meno di quelle che potresti avere sui notav.

    - “la realtà non è bianca né nera“; “appoggio il movimento per delle ragioni istintive“; ecc… sono meri luoghi comuni.

    Inoltre, la obbiezione più ovvia potrebbe essere: puoi sempre rettwittare informazioni al riguardo.. (che è quel che faccio io quando non sono molto afferrato in materia, all’inizio per i notav retwittavo info di chi se ne intende più di me.) Cosa che tu, nel caso dei notav, scegli di non fare. Nonostante nella tua bio specifichi che “i RT non significano adesione e sostegno.” (anche qui però sai bene che un retweet nel tuo caso darebbe ecco al oggetto retwittato)

    E certo, l’account è tuo e nessuno – neppure io – siamo legittimati a rinfacciarti niente. Ma non è il tuo non appoggio ai notav che sto contestando, no. Sono le tue giustificazioni che mi fanno sentire preso in giro. E sei stata tu stessa a sbagliare scrivendone. Il che dimostra che una certa misura hai avuto bisogno di giustificarti o almeno dare spiegazioni ai tuoi followers, ma l’hai fatto all’una del mattino.

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