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Quello che mi preoccupa del governo Monti e che non sta in un tweet

11.21.2011 · Posted in politicherie

Questo è un post di pancia, non è un’analisi politica. E’ solo che in 140 caratteri non si riesce a far stare sempre tutto e a volte è utile scrivere tweet più lunghi, da qualche parte.

E quello che non riesco a far stare in un tweet solo le ragioni per cui il governo Monti mi preoccupa.

Quello che mi preoccupa del governo Monti non sono i legami Goldman Sachs-Commissione Trilaterale-Gruppo Bilderberg e nessuna teoria cospirazionista (anche perché non c’è molto bisogno di immaginare cospirazioni)

Quello che mi preoccupa relativamente del governo Monti è il fatto che cercherà di curare il male che ci affligge con dosi massicce di quello stesso male. Se ci troviamo in questa situazione è per via di alcuni decenni di politiche neoliberiste, di mancanza di freni e di sottomissione (volontaria) della politica all’economia. Non sarà con più liberismo che troveremo la via d’uscita alla crisi. Ma sono solo relativamente preoccupata perché chiunque si trovasse al suo posto farebbe grosso modo quello che farà lui. Una vera inversione, che passi da una “decolonizzazione dell’immaginario”, per dirla à la Latouche, l’immaginare e il lavorare per la costruzione di un sistema economico, politico e sociale davvero altro è cosa che non rientra nel discorso di quasi nessun politico italiano (mentre all’estero, tocca ammettere, qualche accenno di riflessione si trova).

Quello che mi preoccupa davvero è la mancanza di opposizione parlamentare, al governo Monti, l’impossibilità di esprimere dissenso, che pure è l’essenza della democrazia, pena l’essere accusati di incoscienza, infantilismo politico, scarso senso delle priorità… per limitarmi alle accuse più soft.
Quello che mi preoccupa davvero è che non si riesca a elaborare un linguaggio nuovo in grado di spiegare le ragioni per cui ci si oppone al governo Monti senza cadere in luoghi comuni, complottismo, accuse vaghe e generiche, senza farsi assimilare al peggio dell’una e dell’altra parte, un linguaggio che costringa gli interlocutori a concentrarsi sui contenuti, non sulle parole e le espressioni usate.
Un linguaggio nuovo, come nuova deve essere la proposta di cui si farà portatore.

4 Responses to “Quello che mi preoccupa del governo Monti e che non sta in un tweet”

  1. Forse ci siamo impantanati nel cercare linguaggi nuovi da quando il linguaggio berlusconista ha invaso il paese. E ora è una babele di gruppi di protesta che non sanno parlarsi tra loro. Il 15 ottobre ne è lo specchio più fedele.

  2. saintwobli scrive:

    concordo sull’opposizione inesistente, più che altro connivente. ormai i piu’ sinistroidi sono rimasti gli idv, il che è tutto dire! ma la tua frase “chiunque si trovasse al suo posto farebbe grosso modo quello che farà lui.” non mi trova d’accordo. senza andare troppo in là forse basterebbe un semplice vendola per fare scelte diverse, e ce ne sarebbero da fare a pacchi.
    grazie cmq per farci partecipi del tuo pensiero.

  3. Roberto scrive:

    Infatti, l’economia mondiale si basa sul debito e a nessuno sembra venire in mente che se il mondo è indebitato con se stesso c’è qualcosa che non funziona alla radice, forse sperano di trovare qualche altro creditore su pianeti alieni per perpetuare questa crescita che ormai è diventata un’escrescenza da rimuovere.

  4. Dovremmo essere molto preoccupati, proprio perché chi è sostenitore di ciò che ci ha portato a questa situazione è stato scelto per tirarcene fuori, il che non ha molto senso. È come se mettessimo un piromane a fare la guardia forestale.
    Senza dimenticare la tua giustissima considerazione sulla mancata opposizione, che nel caso ci fosse verrebbe etichettata come irresponsabilità.

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