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Perché è tempo di social media curation nelle nostre testate online

09.26.2012 · Posted in cose di internet

Premessa doverosa: nel corso della giornata del 25 settembre non ho curato le notizie provenienti dalla Spagna. Anzi, a dirla tutta sono mesi che trascuro la mia lista di account spagnoli, non la uso e non la aggiorno. Però quando mi sono svegliata (tardi, e per di più sul fuso orario di New York) ho trovato Twitter come fiume in piena di aggiornamenti provenienti dalla Spagna, da Madrid, dalle strade invase da migliaia di manifestanti che chiedevano le dimissioni del Governo e del Parlamento e una riforma della Costituzione.

Twitter era un fiume in piena perché ormai non esiste evento pubblico coperto da rete 3G in cui chi partecipa non è anche reporter, grazie semplicemente a un telefonino e un account Twitter (o Facebook, ma più Twitter).

We have known for a long time that when events happen in the real world, the shared experience is on Twitter and we want to create an ability to curate events

Lo dice il CEO di Twitter. E io non posso che annuire con convinzione.

L’esperienza viene condivisa su Twitter. Quello che resta da fare è curare gli eventi. Non produrre contenuto proprio, non (necessariamente) avere un proprio inviato sul terreno. Curare gli eventi: monitorare gli hashtag usati dalle persone, crearsi una propria lista di account “fidati”, filtrare le informazioni, verificare le informazioni, riorganizzarle per riproporle ai propri lettori, aggiungere commenti e testi che aiutino a inquadrare e spiegare quanto dai tweet può risultare confuso, tradurre di tanto in tanto, in modo che chi non parla lingue straniere non sia penalizzato.

Per tornare alla mia premessa, non ho curato le notizie provenienti da Madrid nel corso del 25 settembre, ma questi sono un po’ dei numeri relativi ad alcuni degli hashtag usati oggi da chi stava in strada a Madrid:

#25S Statistiche per #25S da Topsy.com

 #HoyEs25S Statistiche per #HoyEs25S da Topsy.com

#RodeaElCongreso Statistiche per #RodeaElCongreso su Topsy.com

Una ricerca veloce e non accurata mi ha fatto trovare questi livestream trasmessi in diretta da chi era a Madrid:

#Feliz25s rodeando el congreso
Altri livestream su Bambuser
Canale Directo 25S su Ustream
Il canale di Global Revolution TV su LiveStream.
Toma la Tele con selezione di streaming dalle strade di Madrid.

Chissà cos’altro avrei trovato se avessi cercato meglio e se avessi avuto come obiettivo quello di raccontare, momento per momento, quello che stava succedendo. Obiettivo che dovrebbe essere quello di ogni testata giornalistica, specialmente quelle online.

Invece i media italiani si sono contraddistinti per il silenzio con cui hanno accolto e raccontato agli italiani le notizie di quanto accadeva a Madrid. A Madrid, capitale di uno dei maggiori Paesi d’Europa, non l’ultimo angolo di mondo dimenticato da tutti. Sono arrivati tardi, con gallerie fotografiche o testi presi dalle agenzie, nulla che facesse capire la potenza del racconto in tempo reale che nel frattempo stava prendendo corpo in Rete, che sfruttasse appieno le potenzialità offerte dalla Rete e dai Social Media.

Unica eccezione Pubblico, che però si è limitato ad affidare il racconto via tweet a una persona, dimenticando le centinaia, migliaia di persone che nel frattempo stavano twittando, postando foto e video e raccontando il proprio punto di vista su quanto stava accadendo.

Un fallimento su tutta la linea.

Oggi, 26 settembre, in Grecia si tiene uno sciopero generale contro l’ennesima richiesta di tagli da parte della Troika e in Spagna gli indignados tornano in strada per continuare a chiedere dimissioni, protestando contro la politica di austerity del governo Rajoy. E noi proveremo a fare quello che qualunque testata potrebbe fare, se solo capisse l’importanza della social media curation e decidesse di dedicare parte della propria redazione a questo lavoro.

4 Responses to “Perché è tempo di social media curation nelle nostre testate online”

  1. Bell’analisi. Il fatto è che i media italiani sono molto legati all’agenda politico-nazionale, e agli esteri se non in casi eccezionali (quale è stato però il 25S) non sono interessati. L’edizione online, credo tu sappia meglio di me, è usato per rilanciare il cartaceo il più delle volte. E manca anche un’idea di curation organica in molte redazione, in cui il massimo è il RT di un messaggio. Mescolando queste cose si può spiegare anche il buco fatto per il 25S…

  2. Ma soprattutto,
    ci si dovrebbe chiedere perché nessuno ha mosso un dito, o urlato qualcosa, alla scoperta degli innumerevoli scandali in casa nostra.

    Giunte che cadono.
    Truffe che nascono.
    Soldi che finiscono.

    E gli Italiani?

  3. Al punto di corradino mineo alle 20 su rainews hanno dato la notizia e mostrato immagini live (ieri sera dico)

  4. Shakty scrive:

    Tigella, ma non faresti prima a mandare il tuo curriculum in giro? Questo volersi proporre per un lavoro, facendo passare la cosa per un’arguta analisi di scenario del mondo dei media italiani lo trovo davvero triste. E poi pensi davvero che le nostre testate online ti consentirebbero di fare social media curation con la stessa tempistica che hai avuto su OccupyChicago?

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