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Manda Tigella a occupare Chicago!

02.05.2012 · Posted in cose di lavoro, progetti

[EDIT: Qui c'è un aggiornamento dell'11 febbraio sull'avanzamento del progetto]

Il 25 gennaio Adbusters, il collettivo canadese che ha lanciato Occupy Wall Street, ha inviato la propria newsletter con una nuova proposta per il movimento Occupy: un’occupazione per tutto il mese di maggio a Chicago dove, tra il 15 e il 22 si terranno sia il G8 che l’annuale vertice NATO.

L’occupazione prenderà il via il 1 maggio con l’intenzione di installare un campo sullo stile di quello che per quasi tre mesi ha occupato Zuccotti Park a New York e di durare per tutto il mese di maggio.

Dopo aver seguito e raccontato in Rete fin dal suo nascere Occupy Wall Street è giunto il momento di andare sul posto e da lì assistere direttamente e raccontare cosa succede, partecipare alle assemblee tematiche e generali, vivere la quotidianità del movimento raccogliendo immagini, filmati, interviste.

L’obiettivo finale è la produzione di materiali multimediali che raccontino l’organizzazione del movimento Occupy, che rappresenta una discontinuità rispetto ai movimenti sociali dell’ultimo decennio, in termini di pratiche e obiettivi.

Come conto di farlo? Con il vostro contributo.

Con 1800 € posso soggiornare 10 giorni, dal 29 aprile all’8 maggio.

700 € volo a/r
300 € pernottamenti
150 € pasti
150 € assicurazione sanitaria
100 € connessione/telefono

400  produzione materiale

Con 2600 € posso soggiornare 20 giorni, dal 29 aprile al 18 maggio.

700  volo a/r
500 € pernottamenti
300 € pasti
200 € assicurazione sanitaria
100 € connessione/telefono

800 € produzione materiale

Volete dare il vostro contributo? Potete farlo “comprando” una o più quote da 10 € del progetto. Non vi sarà chiesto di versare immediatamente la cifra, lo farete solo se il totale necessario alla realizzazione del progetto sarà raggiunto entro il 31 marzo. Se la cifra non sarà raggiunta, molto semplicemente, il progetto non si farà e quindi nessuno dovrà pagare nulla.

55 Responses to “Manda Tigella a occupare Chicago!”

  1. La mia quota l’ho prenotata. In bocca al lupo.

  2. Uhm. Dopo mi studio come si prenota la quota.

  3. prenotata. anche se alle rivoluzioni non credo più. in bocca al lupo, però. grazie anche per la tenacia, la dedizione e l’impegno.

  4. Quota prenotata! ti leggo da non molto ma so che farai un gran bel lavoro! E in più se ho capito bene siamo anche vicini di casa :)
    In bocca al lupo.

  5. 300 euro per il pernottamento?? Ma non dovevate occupare?? Se i nuovi attivisti politici sono questi, andiamo bene…..

  6. Maximiliano Ulivieri scrive:

    ….guarda, una quota te la lascio anch’io, ma la destinazione è un po’ diversa, se pur fa rima come Chicago.

  7. tigella scrive:

    @Lorenzo non credo che resterò tutto il tempo all’accampamento: io vado per raccontarlo, non per occupare. Cercherò di dormire lì qualche notte, ma mi servirà un post tranquillo in cui rimettere insieme i materiali da pubblicare, ogni giorno, nel sito.

  8. Ho viaggiato 2 mesi per gli USA spendendo 1500€, ti ricalcolo la nota spese:

    700 € volo a/r (si trovano a meno di 400€)
    300 € pernottamenti (si occupy a 0€, occhei per la tenda = 30$ dal WalMart)
    150 € pasti (e occhei)
    150 € assicurazione sanitaria (e a che ti serve? Se ti fai male mandano la fattura al SSN italiano)
    100 € spese telefoniche (bum! internet è free, mai usato Skype? o
    Whatsapp? o Viber?)
    400 produzione materiale (hotspot a chicago free, videocamere altrui…costo 100, ma regalati)

    Totale? 700€, a stare larghi, che diventano massimo 1000 per 20 giorni, è c’è dentro l’abbonamento alla metro, per fare la turista a Chicago. Ad ogni modo l’indignato medio ti ospita volentieri a casa sua, come feci io con sconosciuti o tramite couchsurfing…se ti servono contatti hai la mia mail.

  9. Maximiliano Ulivieri scrive:

    Gli servirà un…. post…..? Volevi dire POSTO tranquillo…ormai parla in gergo social pure per dire che vuole una stanza di Hotel.

  10. tigella scrive:

    @daniele Si vede che non hai mai compilato un preventivo :-)

    @Maximiliano in realtà il costo è calcolato sulla media delle stanze in affitto su airbnb.com, non è un albergo :-)

  11. Una delle migliori inviate che la rete italiana (e non) poteva trovare. Quote prenotate, massimo supporto.

  12. @daniele: eddai, lo sanno tutti che il preventivo, quando possibile, si gonfia!

  13. Maximiliano Ulivieri scrive:

    Non solo il preventivo Lorenzo.

  14. In questo sito si parla prevalentemente dell’importanza della rete.. io … cercherei di fare un nuovo esperimento: sfruttare la rete per fare un esperienza quasi gratis.

    Come?

    Per l’aereo utilizzo siti come Volagratis e scopro che dal 29 andata 8 ritorno 527 € tax incl.per persona, LufthansaEconomy

    Per il pernottamento io ‘sfrutterei’ couchsurfing o se ci sono le tende.. dormendo in tenda… spendendo 0/50 €

    Per il cibo/internet magari su Foursquare magari trovi qualche offerta interessante se fai checkin e magari vai in posti dove ti offrono anche il wifi gratis e cogli 2 piccioni con una fava.

    400 produzione materiali? Non ho capito cosa si intende per produzione materiale… Perché non ho capito se vuoi un rimborso spese per il tempo speso a produrre i materiali o altro… se invece è per acquistare materiali che servono a produrre.. non capisco… Ma anche in quel caso secondo me la rete è pronta per trovare una soluzione low cost :)

  15. Lo trovo divertente e giusto visto che ho anche sfruttato i tuoi post… ;-)
    Quindi ho contribuito
    Ti suggerisco di trovare oltre all’appoggio di singoli anche qualche ong con cui fare rete:
    C’e ne saranno tantissime a chicago
    Puoi avrere riduzione di costi( o contributo) badge di accesso ai meeting, accesso sale stampa (se ti accreditano come giornalista/ attivista) spazio nelle loro reti per conoscere e far conoscere
    Sul budget sono sicuro che risparmierai se possibile.

  16. Maximiliano Ulivieri scrive:

    @Alessandro

    Non hai capito nulla. Il vero viaggio low cost 2.0 è farselo pagare dagli altri, possibilmente utenti 2.0. Devi aggiornarti. Questo è il futuro.

  17. Paolina scrive:

    quota prenotata… in bocca al lupo!

  18. tigella scrive:

    @Alessandro, forse quello che non è abbastanza chiaro è che questo, per me, è lavoro. E’ più di un anno, ormai, che faccio questo lavoro che non ha nemmeno un nome preciso: social media reporting? Social media curation? Lo faccio perché ho passione per quello che faccio e credo di farlo bene, anche a giudicare da quello che viene detto. Lo faccio per passione e in maniera totalmente indipendente. Non ho un editore che mi paga per farlo. Per dirla à la @gallizio, il mio editore è Twitter e sono tutti coloro che mi seguono per sapere cosa succede nel mondo.

    Quello che vado a fare a Chicago non è un esperimento di viaggio 2.0 o di viaggio low cost: vado a seguire e raccontare in diretta un evento potenzialmente molto grosso (ingredienti: movimento occupy, Chicago con tutta la sua storia di attivismo, vertice NATO, G8). Non posso, una volta lì, dovermi preoccupare di come mi connetto per poter fare il tweet che vi aggiorna su cosa sta succedendo, su dove trovo una presa di corrente per stare un’ora tranquilla a montare l’intervista che ho fatto e di come poi la carico online, di dove dormo stanotte… Sarò lì per lavorare e dovrò pensare a lavorare. Per questo devo partire con tutto quello che posso programmare già programmato.

  19. Maximiliano Ulivieri scrive:

    La Tigella ha un’idea tutta sua di lavoro freelance. E’ decisamente innovativa.

  20. Ho capito, quindi questo non sarebbe crowd funding ma una richiesta di finanziamento che un free lance fa al suo editore che in questo caso sono i lettori su twitter e sul tuo blog.

    Perfetto. Io sono stato in passato un giornalista free lance (di quelli tradizionali) e di solito ho sempre fatto le cose gratuitamente e poi le ho proposte… se qualche reportage o inchiesta piaceva al direttore o capo redattore la testata me lo acquistava. Se non piaceva restavo fregato (pazienza)… ora dato che l’editore in questo caso sarebbe twitter o il pubblico di twitter… io personalmente chiederei un contributo ai lettori.. ma non ora.. bensì quando il prodotto è bello fatto e confezionato.. così se al lettore/editore piace, ti retribuisce, se non gli piace non ti retribuisce… In fondo se il lettore di questo blog è attento e interessato sicuramente ti sosterrebbe (ma a lavoro fatto).

    In modo tale che paga per qualcosa di concreto, io ad esempio mi occupo di un sito che si chiama Oltregomorra… pago da me le spese e la manutenzione del sito e dagli articoli non guadagno e per una questione etica non voglio mettere pubblicità (sia mai che esce la pubblicità di una società che è collusa con le mafie).. ad un certo punto a causa delle ristrettezze economiche in cui mi trovo, ho pensato di fare l’e-book del Vocabolario della Camorra e di venderlo su Amazon, il lettore può vedere in concreto cosa ho prodotto (c’è una versione digitale) e se vuole sostenermi può acquistarne una copia in cui ci sono anche nuovi termini.

    Capisco che qui la spesa è forse non sostenibile perché si tratta di fare un viaggio.. però io, mia personale opinione, il conto lo chiederei dopo.. ora chi partecipa alle donazioni è solo il lettore affezionato che ti conosce e lo fa sulla fiducia.. magari se il reportage va bene, anche un lettore del blog saltuario (che come me legge non sempre e commenta poco o nulla) di fronte al ‘prodotto editoriale’ potrebbe essere invogliato a fare una donazione. Spero di essere stato chiaro, mi scuso per la lunghezza. Non volevo fare polemica.

  21. Mi sembra che Claudia abbia già lavorato gratis abbastanza e secondo me è stata pure risicata nel suo preventivo. Io corro a prenotare una quota :)

  22. Maximiliano Ulivieri scrive:

    Laura, così, per curiosità…per chi ha lavorato gratis?

  23. Gert dal pozzo scrive:

    Maximiliano, se continui su questa linea fammi avere l’iban, che può essere che finanzio il tuo coriaceo e ostinato trolling

  24. Io credo che ci sia solo da essere contenti di un modello di finanziamento dal basso che permetta a chi ne abbia la capacità e la voglia, di fare qualcosa potendo contare da subito sul supporto materiale di una rete di persone che ha fiducia in quello che fa.

    Ulivieri lamenta il fatto che il vero freelance si prende il rischio di fare qualcosa e poi va a trovare un eventuale compratore. Ma sono due cose diverse: da una parte c’è un venditore che va a proporre una merce (pratica rispettabilissima, ci mancherebbe), dall’altra c’è una volontà più collettiva di contribuire a qualcosa che poi diventerà di dominio pubblico.

    Come ricordava Laura, Claudia ha già fatte molte cose gratis (e sono sicuro che continuerà a farle) e questa è un’ottima occasione per supportarla in un lavoro che sarà un ricchezza per tutti quelli che hanno a cuore il movimento di Occupy e o l’informazione indipendente (o il social media reporting, o il grassroots journalism: chiamiamolo come più ci torna meglio)

    Daje.

  25. Maximiliano scrive:

    Anche questo è un lavoro. Non pagato. Però mi hai dato un’idea. Grazie.

  26. Maximiliano scrive:

    Streinik. Per sapere ciò che accade in certe manifestazioni lo leggo direttamente dai twitt e dai blog di chi occupa.

    Se non sai l’inglese c’è pure google che ti traduce. Gratis.

  27. Gert dal pozzo scrive:

    pensa, che la rete è così innovativa che non ti servirà nemmeno il telecomando per non leggere tigella

  28. Maximiliano scrive:

    Battuta 1.0

  29. Sì, Ulivieri, questo lo facciamo un po’ tutti. Ma avere una persona di cui ti fidi e apprezzi lì sul posto – on the ground – non ti sembra una buona cosa?

    Se sì, supportala, altrimenti non si capisce cosa tu voglia.

    C’è di mezzo la fiducia e il supporto, se hai presente che cosa significhino. Tutto lì.

  30. Gert dal pozzo scrive:

    @max è che scrivo da un 286. (per dire, i tuoi occhiali da sole sono di due pixel)

  31. Maximiliano Ulivieri scrive:

    @Gert

    Non è colpa mia se sei così.

  32. Maximiliano Ulivieri scrive:

    @Strelnik

    Infatti le persone che ti ho detto sono lì sul posto. Mica twittano da migliaia di km. di distanza.

  33. Gert dal pozzo scrive:

    no, infatti. C’entra qualcosa mia mamma credo, ma il grosso l’ho fatto da solo

  34. GiBoGil scrive:

    Onestamente non capisco tutte le “critiche” o anche “io farei, io direi, io ho fatto, etc” ma se uno non vuole contribuire, non contribuisca e basta @tigella sei una grande, io contribuisco.

  35. GiBoGil scrive:

    Aspetto di sapere come e quando e speriamo un buon viaggio

  36. [...] il suo blog chiede l’acquisto di una quota del suo viaggio. Per tutte le informazioni potete leggere qui. Se volete sapere qualcosa del movimento Occupy, invece, potete andare sul sito di [...]

  37. Ne sono venuta a capo. Ora attendo sviluppi.

  38. Mi raccomando non mangiare troppo junk food per risparmiare

  39. Salvatore Mammone (@mammonss) scrive:

    In questo blog leggo di un progetto, i suoi costi nel dettaglio e una proposta chiara. Stare qui a sindacare su ogni cosa, concedetemelo, è da sfigati (Ché va tanto di moda).

    Io darò il mio contributo.
    Ciao a tutti.

  40. Se mandate me vi costo solo 1400 euro, e non sono nemmeno comunista, così il mio reportage non sembrerebbe un bollettino del PCI.

  41. Ho letto un po’ e noto contrastanti opinioni ma siccome fare costa e lo so per esperienza personale, prenoto una quota anche io e se la tirella sa fare il suo lavoro perché non supportare? State liberi e a presto

  42. [...] rivoluzione Tunisina per come cura quotidianamente online i flussi, ha proposto il progetto “Manda Tigella a occupare Chicago!”: Dopo aver seguito e raccontato in Rete fin dal suo nascere Occupy Wall Street è giunto il [...]

  43. Mauro Buonomo scrive:

    Quota prenotata :D in bocca al lupo

  44. Liberi. Liberi di parlare. Liberi di essere stanchi di giornalisti che non sono più tali. Liberi di scegliere se supportare o no Tigella. Quota prenotata: vai e colpisci duro.

  45. un’idea geniale, brava! come sempre. ti supporto, quota prenotata.

  46. Pasquale Valente scrive:

    Senti, non se andare ad occupare Chicago sia la cosa giusta da fare, ma trovo la tua iniziativa una bella prova di indipendenza giornalistica, adatta ai tempi.
    Mi fido di te. Una quota assicurata. Così ti leggerò senza sensi di colpa. Salud.

  47. Qual é il problema? Lei offre un prodotto, potete comprarlo o no. Che qualcuno si permetta di fare notare che Totò stia vendendo la Fontana di Trevi mi sembra altrettanto lecito.

  48. Prenotato la quota. Buon viaggio :)

  49. Io non capisco perchè quando si parla di giornalismo 2.0 debba essere sempre considerato gratis o low cost. Il giornalismo è un lavoro come tutti gli altri e i giornalisti oltre a spendere per produrre devono campare. Il bello di questo sistema è che non compri più una copia di un quotidiano a scatola chiusa per poi scoprire che su cento articoli ne leggi (per cui il 98% del tuo investimento è perso) e ti becchi chili di pubblicità. Produci prima poi paghiamo è un sistema che piacerbbe molto a Marchionne. Tigella in realtà ha molto di più da perdere da un esperienza di questo tipo se non fa un buon lavoro: la sua reputazione on line. Se farà un cattivo lavoro non avrà più sostenitori per altri progetti, se lo fa buono magari la prox volta metterà assieme 25.000 euro per andare in Afghanistan. Oggi i giornalisti hanno il contatto diretto con il lettori grazie ai social, ma i lettori hanno la responsabilità di consentire il lavoro dei reporter liberi. L’informazione libera si paga. Quella gratis si chiama marketing.

  50. bha…ne conosco di blogger che a loro spese, con una vita precarissima, si son girate il medioriente..:

    Tu vai negli States…eheheh, mi sembra consono al personaggio.
    Buon viaggio pagato

  51. bernardo.parrella scrive:

    pur con le sue buone intenzioni, secondo me la proposta fa acqua da tutte le parti; focalizzarsi solo sulla “fiducia” di una persona non puo’ e non deve abbagliare rispetto al nodo centrale dell’idea, cioe’ su un impegno di tipo giornalistico e partecipato, su un tema (OWS) preciso, elementi che fanno emergere il pressapochismo del progetto, a dir poco; per questo, insieme al gruppo di lavoro LSDI, abbiamo stilato un’ampia critica ragionata in questo post, come invito alla riflessione piu’ articolata da parte di tutti, “donatori” o meno, e al successivo dialogo:

    Perché non è il caso di mandare qualcuno a Chicago
    http://www.lsdi.it/2012/perche-non-e-il-caso-di-mandare-qualcuno-a-chicago/

  52. [...] Per dirla con (la colonna destra di) repubblica, l’argomento caldo della settimana è senz’altro “Manda Tigella a occupare Chicago!” [...]

  53. Vincenzo Fiore scrive:

    Mi sembra di capire che le quote siano state raggiunte tutte. Altrimenti, conta anche la mia. L’idea è geniale e se non si finanziano le buone idee, che ci resta?

  54. Pautasio scrive:

    Dai, ci sto. Mi sembra una gran bella idea.

  55. Il progetto in sè mi sembra bello. Quello che mi lascia perplesso è la voce “produzione materiale” . Cosa significa? D’ accordo che i preventivi si gonfiano, ma non è che vuoi produrre qualcosa da rivendere? (magari a qualche editore)

    Sono d’ accordo con Sergio che il giornalismo 2.0 non dev’ essere per forza gratuito, e sul fatto che iniziative come queste posso fare da apri-pista ad altre, magari migliori.

    Credo che sostenere l’informazione indipendente sia giusto, soprattutto in Italia. E non dimentichiamoci che il crowdfunding qua da noi sta iniziando ora, anche in quello siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi…poi ovviamente uno è libero di pensarla come vuole, di sostenere o criticare…

    Un’ ultima cosa: perchè non trasformare queste idee in qualcosa di più duraturo e strutturato? Io, con alcuni amici, ci vorremmo provare e abbiamo deciso di creare questo progetto: http://www.kapipal.com/webradiointernaz

    Se volete ditemi cosa ne pensate

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