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Internet e politica, un rapporto difficile

11.22.2012 · Posted in cose di internet

Come amo ripetere, per la maggior parte dei politici i social network sono “la continuazione della televisione con altri mezzi”: spazi in cui apparire, lanciare il proprio messaggio a un pubblico che può solo ascoltare e poi sparire. Col vantaggio che un tweet costa molto meno di uno spot in TV ed è più facilmente realizzabile di un intervento al telegiornale o a qualunque programma di approfondimento politico.

Peccato che la maggior parte dei politici non ha capito che sui social network non c’è “un pubblico”, siamo tutti pubblico e attori (potenzialmente, se non decidiamo di osservare soltanto), il dialogo ne è il fondamento, i monologhi possono esistere, ma vengono continuamente disturbati da quel pubblico che non sta in platea ma sullo stesso palcoscenico di chi sta parlando.

Esempi di quest’uso malinteso dei social network ne esistono a decine, e non solo in Italia. L’ultimo, in ordine di tempo, vede come protagonista Matteo Renzi.

Intervistato.com ha raccolto attraverso la sua community sui diversi canali in cui è presente 50 domande da rivolgere al sindaco di Firenze e candidato alle primarie del centrosinistra. Il 12 novembre le domande vengono pubblicate nel sito di Intervistato.com e girate allo staff di Renzi. Passano i giorni, le sollecitazioni per ottenere risposte sono quotidiane. Finché…

Era il 20 novembre e al 22 ancora nessuna risposta è arrivata.

Oggi sono state mandate le domande a Nichi Vendola. Chissà se andrà meglio. Chissà se prima o poi qualcuno dimostrerà di capire gli strumenti che usa e di non limitarsi a strumentalizzare la Rete.

Questo post rimane aperto e verrà aggiornato mano a mano che i politici interrogati risponderanno o non risponderanno alle domande di Intervistato.com.

UPDATE del 24 novembre Nichi Vendola ha risposto alle 40 domande inviategli da Intervistato.com.

UPDATE del 1 dicembre Le risposte di Pierluigi Bersani

One Response to “Internet e politica, un rapporto difficile”

  1. Però, come ha detto Doonie nel caso di Vendola, mandare 50 domande o giù di lì a 10 giorni dalle primarie non è che sia proprio una genialata, eh….
    É facile che sia i candidati che gli staff abbiano un pochetto da fare, no?
    [a meno che uno non parta con l'idea di dimostrare che i politici usano i SN in modo unidirezionale ;) ]

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