<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>la tigella</title>
	<atom:link href="http://tigella.altervista.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://tigella.altervista.org</link>
	<description>un blog che non è un blog</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 22:08:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Questo blog è andato a occupare Chicago</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/questo-blog-e-andato-a-occupare-chicago/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/questo-blog-e-andato-a-occupare-chicago/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 22:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazioni di servizio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=467</guid>
		<description><![CDATA[Fino al 25 maggio se mi cercate mi trovate a Occupy Chicago.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 25 maggio se mi cercate mi trovate a <a href="http://occupychicago.altervista.org">Occupy Chicago</a>.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fquesto-blog-e-andato-a-occupare-chicago%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/questo-blog-e-andato-a-occupare-chicago/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova 10 anni dopo. Un esperimento di memoria collettiva</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/genova-10-anni-dopo-un-esperimento-di-memoria-collettiva/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/genova-10-anni-dopo-un-esperimento-di-memoria-collettiva/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 12:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[#ioricordo]]></category>
		<category><![CDATA[#ioricordo Genova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=457</guid>
		<description><![CDATA[Ultima parte dell&#8217;analisi testuale che Francesca della Ratta ha effettuato sui ricordi che nel luglio 2011 sono stati postati nel blog #ioricordo Genova. Se le avete perse, qui la prima, la seconda e la terza parte. Per la nostra ultima puntata sull’analisi dei post di #ioricordogenova vi proponiamo una figura che consente di fare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultima parte dell&#8217;analisi testuale che <a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=9187241&amp;authType=name&amp;authToken=8KMR&amp;locale=en_US&amp;pvs=pp&amp;trk=ppro_viewmore" target="_blank">Francesca della Ratta</a> ha effettuato sui ricordi che nel luglio 2011 sono stati postati nel blog <a href="http://ioricordogenova.altervista.org" target="_blank">#ioricordo Genova</a>.</p>
<p>Se le avete perse, qui <a href="http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-lanalisi-testuale/">la prima</a>, <a href="http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-del-ricordo/">la seconda</a> e <a href="http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-chiave-e-gli-aggettivi-del-ricordo/">la terza parte</a>.</p>
<p><span id="more-457"></span></p>
<p>Per la nostra ultima puntata sull’analisi dei post di #ioricordogenova vi proponiamo una figura che consente di fare una sintesi delle parole più importanti analizzate finora. Nel riquadro che trovate sotto ritroviamo le parole della rabbia e della paura, i protagonisti, i luoghi e le emozioni che i nostri testimoni ci hanno consegnato. Nel grafico (ottenuto con l’<a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Ffr.wikipedia.org%2Fwiki%2FAnalyse_des_donn%25C3%25A9es%23Analyse_factorielle_des_correspondances&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFQjCNFpg0HFPTpy8v08zIPI3atmLB6x0A" target="_blank">analisi delle corrispondenze</a>) le parole più significative sono disposte lungo un asse cronologico che – oltre a rappresentare alcune differenze nel ricordo di uomini e donne &#8211; ci riporta soprattutto alla scansione temporale con cui sono stati inseriti i commenti nel blog.</p>
<p>All’evoluzione cronologica della pubblicazione delle storie corrisponde un’evoluzione nei temi del racconto collettivo: la cosa interessante è che man mano che le storie venivano pubblicate queste tendevano a concentrarsi sugli eventi più crudi e violenti, quasi i racconti si condizionassero a vicenda nel loro susseguirsi.<br />
Così, se le prime storie inserite nel blog ci presentano una maggiore variabilità di tematiche (il <em>viaggio</em>, le <em>manifestazioni</em>, i <em>colori</em>, le <em>sensazioni</em>, i <em>media</em>, gli <em>sms</em>, la <em>memoria</em>), negli ultimi giorni di luglio, in concomitanza con l’anniversario di Genova 2001, le storie insistono soprattutto sugli aspetti più crudi e drammatici della repressione del movimento e sulla sospensione della democrazia che si è verificata in quei giorni (<em>odio, battaglia, vergogna, pistola, estintore, scudi, odore, fuoco, assassini, ammazzato, bottiglia, Black Block, bottiglia, fumo, tensione, panico, caricare</em>).</p>
<p><strong>Una visione di sintesi del testo: piano fattoriale genere e data di pubblicazione della storia nel blog</strong></p>
<div id="attachment_458" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/genova-cronologico-al-35.jpg"><img class="size-full wp-image-458" title="genova-cronologico-al-35" src="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/genova-cronologico-al-35.jpg" alt="" width="500" height="355" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, ci sembra importante proporvi un approfondimento su quello che nostri testimoni ci hanno riportato sulla <em>Diaz</em>, proprio nei giorni in cui è uscito nelle sale il bel film di Daniele Vicari, Diaz. E’ un film che fa male, che fa venire voglia di piangere, che lascia incredulo anche chi che sa bene che è tutto vero. Un film che ci fa interrogare su come sia stato possibile che andasse in scena questo delirio, questa follia collettiva. Che ci obbliga a domandarci se non abbiamo fatto troppo poco, se nonostante le manifestazioni, le inchieste e le discussioni, dopo 10 anni non è ancora stata fatta giustizia e se c’è qualcuno che ha dimenticato o che addirittura non sa.</p>
<p>E allora almeno dobbiamo provare a tenere il ricordo vivo.</p>
<p>Così siamo andati a ricercare la memoria nella memoria, estraendo dalle nostre storie tutti i pezzetti che contenevano la parola <em>Diaz</em>. Tra le storie che abbiamo raccolto a luglio non ci sono testimoni diretti del delirio di quella notte, ma i piccoli frammenti che trovate qui di seguito raccontano bene l’impotenza, la rabbia, l’incredulità, lo sgomento di quando si cominciò a capire che in Italia si stava verificando “<a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.amnesty.org%2Fen%2Flibrary%2Finfo%2FEUR30%2F012%2F2001&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFQjCNFf2i4RJxK3hRmwmSi9Fl68rJdFvw" target="_blank">la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la fine della II guerra mondiale</a>”.<br />
Molti dei nostri testimoni ricordano di non essersi trovati alla Diaz per caso o fortuna, perché avevano trovato un passaggio prima, o semplicemente perché avevano scelto di passare la notte altrove. E raccontano di aver ascoltato le prime notizie sull’incursione alla Diaz increduli oltre che impauriti per gli amici che erano rimasti lì, “immaginando il peggio” anche se poi purtroppo “la realtà ha superato l’immaginazione”, restando poi con quel “brutto misto di rabbia e sollievo che ti prende quando scampi un&#8217; ingiustizia”.</p>
<p><a href="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456041-alle-13.55.05.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-463" title="Schermata 04-2456041 alle 13.55.05" src="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456041-alle-13.55.05.png" alt="" width="500" height="721" /></a></p>
<p>E il ricordo angosciato di quello che era successo in quella scuola rimane ad aleggiare anche negli anni successivi, come ricorda uno studente di Genova che nel 2001 aveva 11 anni e che ci ricorda che la Diaz sarebbe rimasta una scuola come le altre, se non fosse per “le macchie di sangue ancora sui muri che vidi durante gli esami di maturità”. <em>Don’t clean up this blood</em>, appunto.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fgenova-10-anni-dopo-un-esperimento-di-memoria-collettiva%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/genova-10-anni-dopo-un-esperimento-di-memoria-collettiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>«Per fermare le acque dell&#8217;oblio»</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/per-fermare-le-acque-delloblio/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/per-fermare-le-acque-delloblio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=455</guid>
		<description><![CDATA[Ogni giorno su Twitter (e non solo) mi scorrono davanti agli occhi storie di ogni tipo. Di alcune decido di seguire lo sviluppo, di altre mi limito a rilanciare un tweet o un post che però si perdono nel flusso e rischiano di passare inosservate. Ho deciso di provare a estrarre dal flusso le gocce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno su Twitter (e non solo) mi scorrono davanti agli occhi storie di ogni tipo. Di alcune <a href="http://tigella.altervista.org/content-curation-e-i-miei-dubbi-esistenziali/">decido di seguire lo sviluppo</a>, di altre mi limito a <a href="https://twitter.com/#!/tigella/status/192366806592266240">rilanciare un tweet o un post</a> che però si perdono nel flusso e rischiano di passare inosservate.<br />
Ho deciso di provare a estrarre dal flusso le gocce che, per qualche ragione, mi colpiscono e vorrei non si perdessero nella liquidità di Twitter e Facebook e restassero invece a disposizione mia e vostra. Ecco un primo esperimento.  </p>
<p><script src="http://storify.com/tigella/cose-da-ricordare-16-22-aprile-2012.js"></script><noscript>[<a href="http://storify.com/tigella/cose-da-ricordare-16-22-aprile-2012" target="_blank">View the story "Cose da ricordare (16-22 aprile 2012)" on Storify</a>]</noscript></p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fper-fermare-le-acque-delloblio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/per-fermare-le-acque-delloblio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Su digitale e carta</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/su-digitale-e-carta/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/su-digitale-e-carta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose di internet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=453</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di Filippo Sensi di oggi su Europa mi ha fatto venire voglia di mettere giù, in forma schematica, alcune cose che ripeto un po&#8217; troppo spesso ultimamente quando intervengo a qualche convegno, barcamp, lezione sul tema &#8220;giornalismo e social media&#8221;. Fermo restando che i toni da «Il trionfo del web ai Pulitzer» di troppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Filippo Sensi di oggi su <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/134126/dentro_al_pulitzer_non_ce_solo_la_rete">Europa</a> mi ha fatto venire voglia di mettere giù, in forma schematica, alcune cose che ripeto un po&#8217; troppo spesso ultimamente quando intervengo a qualche convegno, barcamp, lezione sul tema &#8220;giornalismo e social media&#8221;. Fermo restando che i toni da «Il trionfo del web ai Pulitzer» di troppi titoli hanno, francamente, del ridicolo.</p>
<p>1. Digitale è un modo di pensare, organizzare, presentare, fruire i contenuti. La semplice trasposizione della carta in bit non rende un prodotto digitale.</p>
<p>2. Digitale non è sinonimo di veloce. L&#8217;ho detto più volte a proposito di Twitter di cui si loda continuamente la velocità dimenticandosi che non sempre è un valore in sé e dimenticando, soprattutto, che il valore maggiore di Twitter è quello di metterci in collegamento diretto con gli eventi nel loro farsi attraverso gli occhi di chi vi sta assistendo dandoci uno sguardo che difficilmente altri strumenti possono fornirci. E&#8217; più una questione di profondità che di velocità. E anche una questione di reciprocità e dialogo: nel mondo digitale (e su Twitter) ciascuno di noi è anche, potenzialmente, creatore di informazione e notizie, non solo fruitore.</p>
<p>3. Non necessariamente, però, le storie digitali devono essere storie in tempo reale. Può essere digitale anche <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/04/16/huffington-post-pulitzer-prize-2012_n_1429169.html">un&#8217;inchiesta durata otto mesi</a>. E&#8217; digitale <a href="http://www.mediapart.fr/">Mediapart</a>, che lavora sulla qualità e sull&#8217;approfondimento e che impiega spesso settimane e mesi a preparare i propri articoli, che fa pagare una sorta di abbonamento per accedere e che, ehi!, funziona! La gente paga per leggere le storie che Mediapart confeziona!</p>
<p>4. Ribadisco, digitale è il modo di pensare un contenuto. Se il 75% del traffico sui siti dei giornali online <a href="http://blog.debiase.com/2012/04/due-slogan-sui-giornali.html">«va direttamente alle pagine interne che contengono le singole storie giornalistiche»</a> allora è evidente che contenitore (il sito del giornale) e contenuto (le singole storie) vanno ripensati in funzione del diverso modo di fruirli. La riproposizione online del giornale di carta non funziona.</p>
<p>5. Non c&#8217;è nessuna gara, nessun braccio di ferro, nessuna lotta all&#8217;ultimo sangue tra carta e digitale. C&#8217;è solo un gran bisogno di integrazione e collaborazione, di capire le specificità di ciascuno e di sfruttarle al meglio. E integrare il digitale non significa fare l&#8217;articolo su «impazza sul web».</p>
<p>Nonostante tutto resto ottimista: l&#8217;istinto di sopravvivenza, anche  di organizzazioni complesse e non di singoli individui, finirà per aiutare a trovare la strada giusta.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fsu-digitale-e-carta%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/su-digitale-e-carta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#ioricordo Genova: le parole chiave e gli aggettivi del ricordo</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-chiave-e-gli-aggettivi-del-ricordo/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-chiave-e-gli-aggettivi-del-ricordo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 23:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[#ioricordo]]></category>
		<category><![CDATA[#ioricordo Genova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=447</guid>
		<description><![CDATA[Eccoci alla nostra terza puntata dell&#8217;analisi sulla memoria dei fatti di Genova. (Qui la prima e qui la seconda) Oggi vi presentiamo due liste di parole che si possono estrarre con tecniche statistiche: le parole chiave più interessanti e gli aggettivi positivi e negativi. (Le liste sono state estratte utilizzando il programma Taltac; nel sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci alla nostra terza puntata dell&#8217;analisi sulla memoria dei fatti di Genova. (<a href="http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-lanalisi-testuale/">Qui</a> la prima e <a href="http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-del-ricordo/">qui</a> la seconda)</p>
<p>Oggi vi presentiamo due liste di parole che si possono estrarre con tecniche statistiche: le parole chiave più interessanti e gli aggettivi positivi e negativi. (Le liste sono state estratte utilizzando il programma <a href="http://www.taltac.it/" target="_blank">Taltac</a>; nel sito sono disponibili informazioni metodologiche e indicazioni bibliografiche.)</p>
<p>Le parole “chiave” sono quelle statisticamente sovra-rappresentate nel nostro testo rispetto a quanto lo sono di norma nell&#8217;italiano “medio” o standard, vale a dire quello parlato tutti i giorni.<br />
Si tratta di una selezione di parole che ci restituisce quanto di caratteristico impregna il nostro testo, riconsegnandoci la sostanza viva dei ricordi che stiamo analizzando.</p>
<p>Anche in questo caso per facilitare la lettura abbiamo organizzato le circa 200 parole chiave più interessanti in 11 categorie (<a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AgAumZ8tJBU3dExZc1dlZDBvUU9zZ3NyQWdVaHA0MUE#gid=0" target="_blank">ecco la tabella</a>): Carlo Giuliani; la paura e la rabbia; i luoghi, soggetti e date; le persone; l&#8217;andare o il tornare da Genova; la polizia; i cortei e il Social forum; i momenti della vita; l&#8217;informazione e i mass media; gli oggetti; la memoria.<br />
Come per i segmenti, la tabella ci restituisce con forza le emozioni e i ricordi di quei giorni.<br />
Vediamoli con ordine.</p>
<p>Poche parole – quasi un telegramma &#8211; riassumono il dramma della morte di <span style="text-decoration: underline;">Carlo</span>: <em>ragazzo, Carlo, Giuliani, estintore, ucciso, morto</em>.<br />
Al contrario ricche di emozioni, quasi fragorose, quelle classificate come <span style="text-decoration: underline;">rabbia e paura</span>. La rabbia la rappresentano bene parole come <em>inermi, incazzato, assassini, urla, delirio, violenza, inferno, massacro, odio, incredulità, impotenza, tristezza, ingenuità, tensione, follia</em>; la paura viene raccontata ricordando il <em>panico</em>, le <em>lacrime</em>, le <em>ferite</em>, la <em>gola</em>, la <em>vergogna</em>, la <em>fuga</em>, il <em>terrore</em>, l&#8217;<em>angoscia</em>, l&#8217;<em>incubo</em>, l&#8217;<em>orrore</em> o il <em>caos</em>.</p>
<p>Poi incontriamo il <span style="text-decoration: underline;">viaggio</span> per e da Genova (in pullman, in treno, in macchina o moto) e il riferimento a <span style="text-decoration: underline;">luoghi e date</span>. Tra i luoghi spiccano lo <em>stadio Carlini</em>, la <em>Diaz</em>, il <em>lungomare</em>, i <em>balconi</em> (da cui i genovesi appendevano le mutande invise a Berlusconi), la <em>caserma</em>, la <em>stazione</em>; tra le date <em>luglio</em> e i tre giorni delle manifestazioni, <em>giovedì, venerdì</em> e <em>sabato</em>.<br />
Molti i termini riferiti alle <span style="text-decoration: underline;">manifestazioni</span> e alla piega violenta presa a partire dal venerdì: <em>manifestanti, cordone, spezzone, bandiere, sangue, limone, sangue, botte, vetri, guerriglia, vetrina</em>. Non mancano i riferimenti alle <span style="text-decoration: underline;">parole d&#8217;ordine</span> del Social forum e alla Genova festosa e ricca d’idee dei primi giorni: <em>globalizzazione, ritrovo, sogni, pacifico, festa, riunioni, discussioni, mondo</em>.</p>
<p>Numerosi ed evocativi i riferimenti alla <span style="text-decoration: underline;">polizia</span> (<em>sbirri, celerini, carabinieri, finanzieri, agenti</em>) e agli imponenti mezzi dispiegati: <em>elicotteri, fumogeni, camionetta, fumo, cariche, manganelli, lacrimogeni, scudo, blindati, barriere</em>.<br />
Infine, tra i soggetti incontriamo i vari <span style="text-decoration: underline;">mezzi di informazione</span> che riportavano la cronaca di quei giorni: <em>internet, telegiornali, radio, telecamera, racconti, testimonianze, cronaca, diretta</em>; insieme alle <span style="text-decoration: underline;">persone</span> incontrate a Genova o con cui si è condiviso il viaggio: <em>pacifisti, compagni, genovesi, amici, manifestanti, militanti</em>. Infine la <span style="text-decoration: underline;">memoria</span> di quei giorni ci riporta al <em>caldo</em>, alle <em>emozioni</em> e all&#8217;<em>innocenza</em> perduta dei giorni di Genova.</p>
<p>Per completare la rappresentazione delle emozioni e dei ricordi è molto utile l’elenco di alcuni aggettivi, che possiamo distinguere in positivi o negativi.<br />
Come è facile intuire gli aggettivi negativi (<a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AgAumZ8tJBU3dFl4TUdac2lVVkFVVllhdVZkRVZqMHc#gid=1" target="_blank">qui la lista dei 50 più frequenti</a>) sono molto numerosi, tanto da superare quelli positivi (829 in tutto rispetto a 746), circostanza che si verifica abbastanza raramente nella lingua.<br />
Tra gli aggettivi negativi più frequenti incontriamo <em>morto, stupido, inutile, strano, cattivo, fascista, pericoloso, terribile, assassini, assurdo, impotente, minaccioso</em>.<br />
All&#8217;opposto alcuni aggettivi positivi testimoniano quanto di buono è stato purtroppo oscurato nella rappresentazione dei giorni di Genova: <em>possibile, giusto, bello, vivo, contento, pacifica, festoso, migliore</em>.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fioricordo-genova-le-parole-chiave-e-gli-aggettivi-del-ricordo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/ioricordo-genova-le-parole-chiave-e-gli-aggettivi-del-ricordo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova dieci anni dopo e il dibattito che non c&#8217;è</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/genova-dieci-anni-dopo-e-il-dibattito-che-non-ce/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/genova-dieci-anni-dopo-e-il-dibattito-che-non-ce/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 12:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che mi piacciono]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=439</guid>
		<description><![CDATA[Sono passati più di dieci anni dalle giornate del G8 di Genova e il dibattito pubblico è ancora talmente intriso di ideologia da rendere impossibile una discussione costruttiva, un superamento delle convinzioni da cui ci si muove per arrivare a un riconoscimento della realtà dei fatti: quello che è successo a Genova, in particolare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati più di dieci anni dalle giornate del G8 di Genova e il dibattito pubblico è ancora talmente intriso di ideologia da rendere impossibile una discussione costruttiva, un superamento delle convinzioni da cui ci si muove per arrivare a un riconoscimento della realtà dei fatti: quello che è successo a Genova, in particolare alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, è di una gravità inaudita in un Paese democratico.</p>
<p>Leggi tutto su <a href="http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Genova,%20la%20discussione%20che%20non%20c'%E8&amp;idSezione=36033">24emilia.com</a></p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fgenova-dieci-anni-dopo-e-il-dibattito-che-non-ce%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/genova-dieci-anni-dopo-e-il-dibattito-che-non-ce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; grave, dottore?</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/e-grave-dottore/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/e-grave-dottore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 21:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose mie]]></category>
		<category><![CDATA[knitting]]></category>
		<category><![CDATA[oversharing]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=433</guid>
		<description><![CDATA[Scopro di avere una malattia. Oversharing dice che si chiama. Per spiegare cos&#8217;è sono stati scomodati fior di esperti. &#8220;La definizione di oversharing è eccesso di condivisione di informazioni&#8221;, ci spiega Marco Deseriis &#8211; giornalista e PhD del New York University Department of Media, Culture, and Communication &#8211; &#8220;ma la prima domanda che dobbiamo porci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro di avere <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2012/04/04/foto/da_rihanna_al_pd_i_malati_dell_oversharing-32628863/25/" target="_blank">una malattia</a>. Oversharing dice che si chiama. Per spiegare cos&#8217;è sono stati scomodati <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2012/04/04/news/oversharing-32626629/index.html?ref=search" target="_blank">fior di esperti</a>.</p>
<blockquote><p>&#8220;La definizione di oversharing è eccesso di condivisione di informazioni&#8221;, ci spiega Marco Deseriis &#8211; giornalista e PhD del New York University Department of Media, Culture, and Communication  &#8211;  &#8220;ma la prima domanda che dobbiamo porci è chi stabilisce che tale condivisione costituisce un eccesso&#8221;.</p></blockquote>
<p>E già qui si pone una questione interessante: chi lo decide che c&#8217;è un eccesso? Lo decide chi legge, dice. Ma allora un&#8217;altra questione si pone immediatamente: chi obbliga a seguire qualcuno che ci propina un <em>eccesso di condivisione di informazioni</em>?</p>
<p>Poniamo che non possiamo proprio premere quel tasto &#8220;Unfollow&#8221; perché soffriamo di una rara malattia che ce ne impedisce l&#8217;uso. O forse non possiamo perché, tutto sommato, questo &#8220;eccesso&#8221; si traduce in poche decine di tweet su diverse migliaia di tweet totali. Che leggere di cosa si è mangiato a cena dopo che si è avuto il resoconto dettagliato di una manifestazione ad Atene, momento per momento e per ore, è tutto sommato un prezzo accettabile da pagare. O magari che la <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2012/04/04/foto/da_rihanna_al_pd_i_malati_dell_oversharing-32628863/26/" target="_blank">foto di una capretta</a> non è nemmeno lontanamente paragonabile al continuo esporre pezzi del proprio corpo, in ogni contesto, ad ogni occasione. E anche fare la cronaca di una riunione politica a cui si sta partecipando è molto poco simile a un <em>eccesso di condivisione di informazioni</em> e assomiglia piuttosto a un tentativo di portare trasparenza là dove la trasparenza dovrebbe essere di casa: nei partiti politici, nelle istituzioni (penso ai vari parlamentari che twittano con #opencamera e #opensenato: <em>eccesso di condivisione di informazioni</em> anche per loro?)</p>
<p>Dice che in uno stream serio un tweet leggero «non è appropriato». Mentre cerco la legge che stabilisce cosa sia appropriato e cosa non lo sia su un social network, vi lascio con una frase: l&#8217;account Twitter è mio e me lo gestisco io. Nel senso che non rispondo a niente e a nessuno di quello che ci scrivo sopra e se da domani vorrò mettermi a parlare solo di uncinetto lo farò e liberissimi i miei follower di abbandonarmi se riterranno che l&#8217;uncinetto non è di loro interesse.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fe-grave-dottore%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/e-grave-dottore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giochiamo con le parole proibite?</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/giochiamo-con-le-parole-proibite/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/giochiamo-con-le-parole-proibite/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 20:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che mi piacciono]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=431</guid>
		<description><![CDATA[A volte il politically correct sfocia, se non nella censura, sicuramente nel ridicolo. E&#8217; quanto succede a New York, dove il Dipartimento per l&#8217;istruzione ha stilato una lista di 50 parole che sconsiglia agli insegnanti di usare nei loro test. Dinosauri, compleanno, divorzio, Halloween&#8230; La lista completa delle parole è davvero incredibile, nel senso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte il politically correct sfocia, se non nella censura, sicuramente nel ridicolo.</p>
<p><span id="more-431"></span></p>
<p>E&#8217; quanto <a href="http://religion.blogs.cnn.com/2012/03/28/new-york-city-schools-ban-loaded-words-from-tests/" target="_blank">succede a New York</a>, dove il Dipartimento per l&#8217;istruzione ha stilato una lista di 50 parole che sconsiglia agli insegnanti di usare nei loro test. Dinosauri, compleanno, divorzio, Halloween&#8230;</p>
<p><a href="http://gothamist.com/2012/03/29/cancer_divorce_politics_war_and_46.php" target="_blank">La lista completa delle parole</a> è davvero incredibile, nel senso che si fatica a credere che qualcuno si sia preso la briga di stilare una lista del genere:</p>
<blockquote><p>Abuse (physical, sexual, emotional, or psychological)<br />
Alcohol (beer and liquor), tobacco, or drugs<br />
Birthday celebrations (and birthdays)<br />
Bodily functions<br />
Cancer (and other diseases)<br />
Catastrophes/disasters (tsunamis and hurricanes)<br />
Celebrities<br />
Children dealing with serious issues<br />
Cigarettes (and other smoking paraphernalia)<br />
Computers in the home (acceptable in a school or library setting)<br />
Crime<br />
Death and disease<br />
Divorce<br />
Evolution<br />
Expensive gifts, vacations, and prizes<br />
Gambling involving money<br />
Halloween<br />
Homelessness<br />
Homes with swimming pools<br />
Hunting<br />
Junk food<br />
In-depth discussions of sports that require prior knowledge<br />
Loss of employment<br />
Nuclear weapons<br />
Occult topics (i.e. fortune-telling)<br />
Parapsychology<br />
Politics<br />
Pornography<br />
Poverty<br />
Rap Music<br />
Religion<br />
Religious holidays and festivals (including but not limited to Christmas, Yom Kippur, and Ramadan)<br />
Rock-and-Roll music<br />
Running away<br />
Sex<br />
Slavery<br />
Terrorism<br />
Television and video games (excessive use)<br />
Traumatic material (including material that may be particularly upsetting such as animal shelters)<br />
Vermin (rats and roaches)<br />
Violence<br />
War and bloodshed<br />
Weapons (guns, knives, etc.)<br />
Witchcraft, sorcery, etc.</p></blockquote>
<p>Su Twitter qualche sera fa è nata l&#8217;idea di fare un gioco, un esercizio di stile: nella giornata di martedì 3 aprile cercheremo di twittare solo di argomenti che riguardino queste parole, cercando di usarne il più possibile.</p>
<p>Non ci sono molte regole:<br />
- ciascuno è libero di usare le parole nella lingua che preferisce<br />
- chiunque voglia partecipare è incoraggiato a farlo nello stile che gli è più congeniale: per esempio, io cercherò notizie, Lia Celi scriverà battute<br />
- usare l&#8217;hashtag #bannedwords in modo da riuscire poi a raccogliere tutti i tweet e farne uno Storify.</p>
<p>Nessun intento di denunciare una censura, piuttosto la voglia di giocare e mettersi alla prova, magari sottolineando un&#8217;assurdità che ha davvero del ridicolo.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fgiochiamo-con-le-parole-proibite%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/giochiamo-con-le-parole-proibite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#OccupyChicago: il diario di un progetto</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/occupychicago-il-diario-di-un-progetto/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/occupychicago-il-diario-di-un-progetto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 20:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[OccupyChicago]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=429</guid>
		<description><![CDATA[Manca meno di un mese alla partenza, è nato il blog che racconta la nascita e lo sviluppo di un progetto e che, dopo la mia partenza, raccoglierà tutto quello che farò e produrrò seguendo Occupy negli Stati Uniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca meno di un mese alla partenza, <a href="http://occupychicago.altervista.org/" title="#OccupyChicago">è nato il blog</a> che racconta la nascita e lo sviluppo di un progetto e che, dopo la mia partenza, raccoglierà tutto quello che farò e produrrò seguendo Occupy negli Stati Uniti.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Foccupychicago-il-diario-di-un-progetto%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/occupychicago-il-diario-di-un-progetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Michele Serra e Twitter</title>
		<link>http://tigella.altervista.org/michele-serra-e-twitter/</link>
		<comments>http://tigella.altervista.org/michele-serra-e-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 09:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tigella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose di internet]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Serra]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tigella.altervista.org/?p=424</guid>
		<description><![CDATA[Questo è quello che scrive oggi Michele Serra nella sua quotidiana Amaca su Repubblica. E ovviamente sta facendo discutere in giro per la Rete, a partire da Twitter. Senza il paragrafo finale credo che non avrei nessun dubbio a sostenere le impressioni che Serra, che non conosce Twitter, ne ha avuto: chiunque abbia mai provato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/serra.png"><img src="http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/serra.png" alt="" title="serra" width="459" height="443" class="aligncenter size-full wp-image-425" /></a></p>
<p>Questo è quello che scrive oggi Michele Serra nella sua quotidiana Amaca su Repubblica. E ovviamente sta facendo discutere in giro per la Rete, a partire da Twitter.</p>
<p>Senza il paragrafo finale credo che non avrei nessun dubbio a sostenere le impressioni che Serra, che non conosce Twitter, ne ha avuto: chiunque abbia mai provato a seguire un programma tv italiano attraverso Twitter sa che non è semplicemente possibile. Da noi la social tv ha preso da tempo la piega del bar di paese in cui la visione condivisa non serve a creare momenti di dialogo, stimolo e apertura a partire dai temi di cui si discute in tv. Piuttosto, si commentano le cravatte, le acconciature, gli errori di pronuncia&#8230;<br />
Per carità, nessun giudizio: lo strumento è neutro e il suo scopo viene deciso da chi lo usa, nel momento in cui lo usa. Certo, resta la sensazione un po&#8217; amara che si stia sprecando un&#8217;occasione usando solo una parte del potenziale di Twitter. </p>
<p>C&#8217;è poi un altro aspetto su cui sono molto d&#8217;accordo con Michele Serra: la polarizzazione dei giudizi. Occorre sempre e per forza prendere parte, osservare prima di decidere sembra disdicevole. Ma anche osservare semplicemente, pur avendo magari già deciso. Con lo spiacevolissima conseguenza per cui «se non sei con me, sei contro di me». Raramente, sempre più raramente, su Twitter mi capita di assistere a confronti costruttivi, scambi di opinione in cui entrambe le parti sono a disposizione dell&#8217;altro per spiegarsi e per capire, per mettere in gioco un punto di vista. In parte questo dipende da limiti strutturali del mezzo: 140 caratteri sono pochi e il modo in cui i thread si concatenano (per quando molto migliorato nelle ultime versioni di Twitter) non facilitano il dialogo. In parte, però, ho l&#8217;impressione che molti abbiano scambiato la Rete per un palco da cui lanciare messaggi, non una piazza in cui incontrarsi, aperti e disponibili a tutto quello che può succedere quando ci si incontra.</p>
<p>Detto tutto questo, trovo che generalizzare considerazioni su uno strumento che non si conosce a partire da un&#8217;esperienza mediata (due volte mediata: attraverso l&#8217;amico che sceglieva cosa leggere tra una selezione di messaggi che sono già la sua scelta, essendo quelli delle persone che lui segue) e parziale (Twitter non è solo commenti di programmi tv) sia sbagliato. </p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ftigella.altervista.org%2Fmichele-serra-e-twitter%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tigella.altervista.org/michele-serra-e-twitter/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

