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Quello che so del Buy Nothing Day (e obiezioni più comuni)

11.28.2011 · Posted in cose che mi piacciono

Come nasce il Buy Nothing Day

Il Buy Nothing Day è una giornata di attivismo e riflessione sul consumismo nata nel 1992 per iniziativa di Ted Dave, attivista e illustratore canadese e in seguito promossa e sostenuta da Adbusters, la Media Foundation dietro a Occupy Wall Street.

Quando si tiene il Buy Nothing Day

Il Buy Nothing Day, negli Stati Uniti, si tiene nel Black Friday, il venerdì successivo al giorno del ringraziamento, tradizionalmente considerato il giorno di inizio dello shopping natalizio, uno dei 10 giorni più attivi per il commercio in USA. Le grandi catene propongono promozioni molto vantaggiose per incentivare le vendite spingendo i consumatori ad attendere per molte ore in strada e ad accamparsi sui marciapiedi non per chiedere un mondo più giusto per tutti ma per approfittare di uno sconto.

Nel resto del mondo il Buy Nothing Day si svolge il giorno successivo, di sabato. In Italia le iniziative sono solitamente promosse da associazioni che si occupano di consumo critico e equo e solidale.

Cosa succede durante il Buy Nothing Day

Come dicevo, si tratta di una giornata di riflessione e attivismo, di sensibilizzazione intorno al tema dell’eccesso di consumo nella nostra società. Le attività previste a livello locale sono le più varie, dai sit-in ai volantinaggi alle critical mass o cortei nelle città. Spesso le iniziative prendono pieghe molto divertenti, vedendo la vera e propria messa in scena di siparietti che attirano l’attenzione dei passanti: dalle messe della Chiesa del Santissimo Consumo agli Zombie Walks ad azioni quasi teatrali all’interno si supermercati e centri commerciali.

Perché il Buy Nothing Day

Lo slogan dell’iniziativa è “Partecipa non partecipando”, come dire: per un giorno (e che giorno, data l’importanza commerciale del Black Friday in USA) scegli di non essere consumatore, non comprare nulla e prenditi il tempo per riflettere alle tue abitudini di consumo, alla quantità di cose che acquisti non per soddisfare una necessità materiale ma per aderire a uno status o soddisfare un bisogno indotto da contesto in cui vivi.

Le principali obiezioni a cui, negli anni, mi sono trovata a rispondere quando parlavo di Buy Nothing Day

1. Un giorno all’anno non basta. Il consumo critico va praticato ogni giorno.

Vero. E’ altrettanto vero, però, che chi ha ideato e organizza questa giornata non pensa di risolvere nulla con una sola giornata. Solitamente chi organizza è impegnato tutto l’anno in attività e azioni che vanno nella stessa direzione. Inoltre, si tratta di una giornata di sensibilizzazione, il giorno in cui le realtà che quotidianamente riflettono sul tema dell’eccesso di consumo e sul consumo critico portano in strada il proprio discorso per farlo arrivare a persone che, normalmente, non ne sono toccate.

2. Se anche io aderisco ma non lo fanno tutti non cambierà nulla.

Ancora, non si tratta di cambiare qualcosa con una giornata ma di sensibilizzare persone che, probabilmente, non si sono mai poste il problema.

3. Ma c’è la crisi! La gente non consuma già così, figuriamoci se c’è bisogno di consumare meno.

Sarà. Però io ho ancora fresco in mente quello che è successo all’apertura di Trony a Roma. E in USA il Black Friday 2011 ha segnato un record, con 11,4 miliardi di dollari spesi.

4. Però io devo mangiare, come la mettiamo?

A parte il fatto che trovo seriamente preoccupante che la spesa alimentare sia messa sullo stesso piano dell’acquisto di cellulari, tv al plasma, abbigliamento superfluo… Ma davvero non riusciamo a stare un sabato senza fare la spesa? Noi che abbiamo frigoriferi e dispense sempre più grandi in cui immagazziniamo sempre più cibo che, in molti casi, finisce sprecato perché ne compriamo troppo e va a male prima di essere consumato?

5. E come facciamo a fare la colletta alimentare? Perché il Buy Nothing Day è nello stesso giorno?

Banalmente? Perché il BND è un giorno di azione mondiale, vecchio di quasi 20 anni mentre quella della colletta alimentare è una giornata nazionale nata in Italia nel 1997. Come fare a far convivere entrambe le cose? Dal mio punto di vista, come al punto 4, il cibo non rientra necessariamente tra quei beni su cui si esercita una sorta di obiezione di coscienza nella giornata del BND. E se proprio si vuole osservare strettamente l’invito a non comprare in quella giornata, al Banco Alimentare si può sempre donare qualcosa che avevamo in dispensa o, cosa che forse non tutti sanno, si possono fare donazioni tutto l’anno, anche al di fuori della giornata della colletta alimentare fuori dai supermercati.

Avrò sicuramente dimenticato qualche obiezione che viene normalmente rivolta al Buy Nothing Day. Nel caso fatevi sotto nei commenti :-)

One Response to “Quello che so del Buy Nothing Day (e obiezioni più comuni)”

  1. il Banco Alimentare è il braccio armato di Cielle: pagare loro sarebbe come fare la carità regalando soldi alla mafia. Semplicemente non lo si fa, per nessuna ragione.

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